
C’è un sottoportico a Venezia dove la volta è piena di gomme da masticare, lasciate lì da chi è passato negli anni. Ci cammini sotto e le vedi, le cicche. Gomme alla menta, alla fragola, per denti bianchi o succose che ci hai fatto i palloni con la bocca per mezz’ora.
Mi è tornato in mente mentre mi chiedevo se esiste un paradiso non solo per i calzini spaiati ma anche per gli affetti andati a male, quelli che sono inciampati nelle incomprensioni o nell’indifferenza. I ti voglio bene e i ti amo che si sono nascosti troppo e sono rimasti soli. O quelli che hanno urlato di gioia ma hanno avuto a che fare con i sordi. E poi gli affetti che, come le gomme da masticare, li mastichi finché sono dolci e poi li attacchi al soffitto e te ne vai quando ti lasciano in bocca il gusto della gomma. Ci vorrebbe un sottoportico anche per loro, passi e lasci l’affetto orfano, integro o mangiucchiato che sia, attaccato alla volta. Almeno tutti assieme, si sentirebbero meno inutili
Un sottoportico per gli affetti..per i sentimenti… potrebbe essere troppo alto per le nostre braccia.
Magari non riusciremmo ad “appiccicare” la nostra (simbolica) cicca
No Caigo, a Venezia è alto a sufficienza. Forse proprio perché ci permette di appiccicarle quelle cicche, e di vederle così, ogni volta che ci passiamo…
Non ne dubitavo
La prossima volte che passo per Venezia vedrò di farci caso
ma come dovrebbe funzionare questo sottoportico? ognuno potrebbe appiccicare a casaccio nel primo posto libero? oppure avrebbe il proprio spazietto personale per gli affetti consumati da appiccicare via via uno sull’altro tipo stalattiti?
se ci fosse una comuntà organizzata, ci sarebbe di conseguenza l’ordine, ma come avviene per le cicche, si mettono dove c’è spazio in un bel caos di affetti andati a male, una bella tribù sorridente. No?